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INTERVISTA AL ROMANZIERE ANGELO AUSTRALI SUL SUO RACCONTO "I GRANDI NAVIGATORI"
Data pubblicazione 06/10/2009 15:20:55

"Scrivete allo scrittore". Iniziativa promossa dalla Biblioteca scolastica di Figline-Matassino, Rignano ed Incisa in collaborazione con la Biblioteca comunale di Figline. Primo incontro con Angelo Australi, l'unico romanziere valdarnese di spicco attualmente sulla scena letteraria nazionale.

Tutto è nato dall'incontro con gli studenti delle medie di Figline. Salamandra, il ragazzo protagonista de I grandi Navigatori ha suscitato emozione e assonanze emotive nel giovane pubblico. L'incontro non si è potuto ripetere nella sede scolastica di Matassino ma il passa-parola dei ragazzi è stato più forte di tutto, esigenza raccolta dalla professoressa Sandra Mazzoni della 1H di Matassino; e sono così arrivate domande scritte al bibliotecario. Lo scrittore ha risposto per iscritto dal computer della biblioteca ripromettendosi di contattare i giovani all'inizio del prossimo anno scolastico: obiettivo quello di completare un '"incontro mancato". Altri autori 'prenotati': Giovanni Donnini, il poeta di Moncioni (Montevarchi) , Gilberto Baroni (Firenze), Bruno Bonatti tramite Paolo Bonci. Per il resto, basta chiedere al bibliotecario Luca Tognaccini o ad Alessandra Giovannetti oppure anche a questo giornale. Inviate o consegnate le vostre domande (Scuola Media Statale "Leonardo Da Vinci" -Biblioteca-via Garibaldi 24, 50063 Figline ) possibilmente su un libro ben preciso. Otterrete risposta e probabilmente anche l'incontro. Lo diceva già Qualcuno. "Chiedete e vi sarà dato".

1) Che cosa lo ha ispirato per scrivere questo brano?
Niente in particolare, all'inizio avevo solo in mente il bisogno di scrivere una storia capace di contenere un concetto al quale tengo molto, e cioè che le persone ricche di creatività potenzialmente sono molte di più, rispetto ai pochi che in fondo riescono realmente a diventare scrittori, artisti, a poter vivere insomma di questa propria ricchezza. Volevo inoltre dire che prima di tutto è la vita a fare una selezione, non permettendo a tutti di poter coltivare certi doni naturali. Certo non solo una selezione dettata dalle condizioni economiche della famiglia. Sarebbe auspicabile invece riuscire a trovare tutti insieme una società dove, specie da bambini, si possa coltivare i propri interessi.

2) E' una storia vera od inventata?
Non è una storia vera, anche se quando ero bambino personaggi come Salamandra ne esistevano più di uno. Di vero invece c'è l'ambientazione, il periodo storico nel quale ho voluto calare la storia. Gli anni sessanta, gli anni insomma anche della mia infanzia e adolescenza. E' vera in questo caso anche la ricostruzione degli ambienti, in
"Scrivete allo scrittore". Iniziativa promossa dalla Biblioteca scolastica di Figline-Matassino, Rignano ed Incisa in collaborazione con la Biblioteca comunale di Figlinefatti il racconto si sviluppa su quella che ancora oggi a Figline Valdarno si chiama Via Vittorio Veneto. Io sono nato lì nel 1954.

3) Il suo amico si chiamava veramente Salamandra?
Gli amici si chiamano Antonio, Giovanni, Filippo, Lorenzo, semmai questo è un soprannome, un marchio di ulteriore definizione individuale che credo ancora oggi i giovani usano. E comunque non avevo un amico che aveva questo soprannome, è puramente inventato. Anzi, ho inventato prima il soprannome al personaggio, poi il titolo, solo alla fine sono riuscito a costruirgli addosso la storia. Per la verità prima di riuscire a scriverla il soprannome Salamandra è stato solo nella mia testa per molti mesi.

4) Perchè ha intitolato il racconto "I GRANDI NAVIGATORI"? Perchè non ha messo come titolo "I GRANDI ESPLORATORI"?
Ho chiamato questo racconto "I grandi navigatori" principalmente perché all'interno della storia i due amici collezionano le figurine sull'album di Cristoforo Colombo, che era appunto un navigatore. In quello che poi è il messaggio che voglio comunicare non c'è nessuna differenza tra navigatori o esploratori, purché si tratti di persone disposte a mettere in discussione se stesse pur di raggiungere un obbiettivo.

5) Chi è la "donna morta"?
La donna morta per me è solo un pretesto per far decollare la storia e per mettere a confronto due generazioni, quella del bambino Spartaco e quella del suo nonno, una generazione quest'ultima cresciuta tra il 1890 e la prima guerra mondiale, dove persisteva ancora la tradizione di molte credenze derivate da una cultura principalmente contadina. E' chiaro che le credenze in qualche modo erano finalizzate ad uno scopo di ordine, le paure del nipote quindi se recuperano quelle credenze con la memoria le riproducono fantasiosamente. E' chiaro a questo punto che nasce un contrasto, un conflitto tra i due.

6) Quanto tempo ha impiegato nello scrivere questo racconto?
Ripeto, prima è venuto il nome, Salamandra, poi il titolo, I Grandi Navigatori. Questi due elementi hanno costituito per me il bisogno, la necessità di scrivere. Con le storie che voglio scrivere, almeno per quanto mi riguarda, sono costretto a conviverci per lunghi periodi solo mentalmente, poi, per esempio, al momento di scrivere realmente la storia sono bastate poche ore. In testa prima di nascere c'è stata per circa sei mesi. La scrittura è un gioco così, bisogna imparare a fare proprie le situazioni da descrivere prima mentalmente. Chiaramente questo è solo il mio approccio, altri scrittori usano i propri.

7) Cosa ha provato quando ha scritto questo brano?
Durante la scrittura niente, si deve mantenere un certo distacco, una distanza tra quelli che sono i propri sentimenti e quello che viene a svilupparsi nel racconto. Il gioco dello scrittore è questo, ed a volte è molto faticoso perché, come ogni mestiere, nell'economia del racconto, del suo ritmo stilistico, forse siamo costretti a togliere anche frasi o parole bellissime. Ecco perché purtroppo tanti scrivono ma solo in pochi riescono a diventare scrittori. Sia ben chiaro, io sto solo provando a diventare scrittore. Comunque vi confesso che nel rileggerlo, soprattutto nella parte finale del racconto, ho pianto la prima volta e riesco ancora ad emozionarmi. Non so se questo è bello, penso comunque di essere riuscito, se anche a me accade di provare un'emozione, a scrivere la storia di una persona che adesso vive di una propria vita, anche se breve.

8) Perchè lei definisce le persone pazze grandi navigatori e non passeggiatori, esploratori ecc...?
Per la verità io faccio una distinzione di due categorie di "Grandi Navigatori": i pazzi ed i Cristoforo Colombo. I pazzi sono persone destinate alla solitudine, anche se fantasiose, i Cristofori Colombo invece riescono a concretizzare una loro idea che può essere utile a tutta l'umanità.

9) Questo racconto, una volta terminato, a lei è piaciuto molto?
Sì, questo in particolare mi è piaciuto e mi piace ancora molto.

10) Come mai in questo brano lei ha scelto di parlare dei problemi della gente?
Io all'inizio non voglio mai parlare dei problemi della gente, è che le storie sono fatte dalla gente, che può essere felice, ma avere anche dei problemi. Perché, nella vita di tutti i giorni non ci sono problemi?


Chi è Angelo Australi? La sua ultima fatica, il romanzo "Vittoria", per i tipi di Gazebo - Firenze -nelle librerie ed edicole del Valdarno, permette di conoscerlo bene.
Fa parte del Circolo letterario ed artistico Semmelweis di Figline. Semmelweis , chi era costui? Di nome Ignazio Filippo fu lo scopritore della causa delle febbri puerperali che uccidevano neonati in gran quantità negli ospedali ottocenteschi. I medici che dopo la dissezione di cadaveri senza lavarsi le mani assistevano le partorienti, trasmettevano il morbo. Un richiamo quindi ad una attenta osservazione della realtà fin nella sua banalità carica di conseguenze. Ma Semmelweis è anche il personaggio chiave della tesi di laurea in medicina di Celine, in realtà già un bellissimo romanzo.
Il filo rosso di tutte le sue opere è la verità che a volte si trova nelle cose semplici che abbiamo di fronte tutti i giorni ed a cui ci dimentichiamo di pensare. Classe 1954, ha frequentato le scuole medie "Leonardo Da Vinci" di Figline . E' autodidatta. Scrive dal 1980. Ha pubblicato "Rusciò"(1985), "Spartaco e Cannabis" (1989), "Magalodiare" (1995),
"I grandi navigatori" (racconto breve su cui le domande dei ragazzi); editi dal Circolo Letterario Semmelweis ,non sono in vendita. Richiederli in biblioteca od all'attuale Presidente del Circolo, Mirko Tinagli (telefono 055/ 952348).
Ha pubblicato racconti in varie riviste fra cui"Nuovi Argomenti" diretta da Enzo Siciliano.
 

Fonte:Articoli Online.net


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